Il colore delle parole

Il colore delle parole

👧🏻 “Mamma, all’asilo ci hanno spiegato che esistono le parole appuntite e quelle che accarezzano!”

Non vi chiedete mai che aspetto hanno le parole? Se hanno un colore e che tipo di superficie hanno? 🎨

Lavorando per il mondo dei #trattamentisuperficiali e della #verniciatura, avendo appena finito un corso sulla psicologia dei #colori e ritrovandomi a maneggiare le #parole quotidianamente come unico “ferro del mestiere”, io ci penso spesso! 🙋🏻‍♀️

📚 La scrittrice Marguerite Duras ci ha scritto un libro, “La couleur des mots” (ovvero proprio “Il colore delle parole”), in cui descrive le tinte legate ai suoi ricordi e alle sue opere precedenti, da quelle più scure delle guerre a quelle più chiare dei sentimenti.

🌈 I colori sono prima di tutto un fatto culturale. Il bianco è per qualcuno simbolo di purezza e per qualcuno di lutto. Il rosa è passato da essere associato ai bambini maschi a essere sinonimo di femminile. Il giallo è la tinta della saggezza nel buddismo, mentre nel mondo occidentale ci fa pensare ai romanzi polizieschi.

🎯 I colori sono legati anche ai cambiamenti sociali (un esempio su tutti, il nero, dal colonialismo al movimento Black Lives Matter), alla politica, alla moda (pensiamo al rosso Valentino), al #marketing (l’arancione di EasyJet).

“Ecco allora che i colori identificano la rispettiva marca prima della parola, allo stesso modo in cui il nero delle modelle di Gauguin o il giallo di Van Gogh o il blu delle nymphéas di Monet o il rosa dei ritratti di Renoir ricordano il pittore prima che ne sia pronunciato il nome.” (Liciolli, 2021)

Allo stesso modo, ci sono parole ruvide, morbide, spigolose, opache… 💎 esattamente come ciò che sono chiamate a comunicare.

👉🏻 Insomma, la scelta di un colore, esattamente come la scelta di una parola, non è mai banale e scontata!

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